Porta Ticinese



Lo storico voltone della Porta Ticinese

La Porta Ticinese fu a lungo uno degli ingressi principali della citt�. Si vide perciò attraversare da molte personalit�, chi in un senso chi un altro, con differenti, se non opposti, stati d’animo. Fu il caso del re di Francia Luigi XII che il 6 ottobre 1499 entrava a Milano da nuovo signore della citt�. Tutto vestito di bianco, pass� a cavallo protetto da un baldacchino di broccato d’oro sostenuto da otto fra dottori e fisici togati di scarlatto. Dietro, fra carri stracolmi di tessuti e pietre preziose, lo seguivano centinaia di persone fra clero, paggi e militari.

Pompa sfarzosa che non poco contrastava con il mesto e solitario commiato dalla citt� di Ludovico il Moro, avvenuto quasi un mese prima. All’ora del tramonto, dopo aver dato l’ultimo addio all’amata Beatrice, sepolta in S. Maria delle Grazie , spron� tristemente il cavallo seguito da pochi uomini verso l’esilio di Innsbruck.

Per solennit� e concorso di popolo il corteo che rimase nella storia di Milano fu quello che accompagn� l’ingresso in citt� di Cristina di Danimarca, nipote di Carlo V, che andava in sposa a Francesco II, ultimo duca della citt�. Per l’occasione Porta Ticinese fu trasformata in una sontuosa galleria e addobbata con preziosi drappi di seta e broccato insieme a fiori di ogni variet�. La principessa straniera attravers� i sei archi trionfali allestiti in suo onore acclamata dai milanesi e accompagnata dal cardinale di Mantova e ben dodici conti della citt�.

I potenti varcarono questa soglia nella direzione opposta. A volte in gran fretta. Cos� capit� a don Gonzalo Fernandez de Cordova, “governador y capitan general” di Milano, il quale si era reso particolarmente odiato dagli abitanti per via delle guerre e delle carestie che aveva attirato sulla citt�. Il 22 agosto del 1629, una gran variet� di ortaggi, giunti a stadi pi� o meno avanzati di maturazione, sibilarono sul capo del gentiluomo spagnolo che, infilato pi� dignitosamente possibile l’antico voltone, s’affrett� a lasciare la citt� senza farvi pi� ritorno.

Tratto da “Lo storico voltone della Porta Ticinese” di Bruno Pellegrino in “Porta Ticinese”, Libreria Milanese 1996

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