Milano: le strade piene di veleno



Milano è una gran bella città, locomotiva dell’Italia industriale, si è fatta carico di tante vite, di tante storie di benessere e di libertà. Per fare tutto questo  è diventata una grande metropoli industrializzata, ma il pegno da pagare è troppo grande.

Il veleno che scorre per le vie

L’amianto, dagli anni venti al 1998 è stato usato a profusione: fabbriche, capannoni, scuole, case, palestre, magazzini, ovunque. Pratico, comodo, ignifugo, sembrava la soluzione a tutti i problemi, anche i pollai erano muniti di un tetto ondulato d’amianto. Un bel giorno si è scoperto che l’amianto è un veleno insidioso. Può stare fermo, immobile senza creare nessun problema per un sacco di tempo poi, all’improvviso, inizia a seminare morte con i suoi aghi fini e lucenti. Lo sanno bene le persone che ci hanno lavorato per anni senza nessuna protezione.

Il veleno subdolo che investe Milano copre un’area di 1.500.000 di metri quadrati, un’area immensa che mette a rischio la salute di tutti. Gli edifici ancora da bonificare, disseminati nella città, sono 6.311, secondo i dati Ats. Dati approssimativi, non certi, perché un censimento completo non sarà mai possibile. Le cifre si fanno sempre più interessanti: negli ultimi 15 anni sono state rimosse 49 mila tonnellate di eternit e c’è ancora tanto da fare. Le bonifiche richiedono tempo, personale qualificato, valutazioni, cose che possono fare  solo specialisti della rimozione amianto Milano. Le precauzioni, il rispetto della normativa, le valutazioni, sono tutte cose che richiedono i loro tempi per essere fatte con accuratezza.

Chi deve pagare?

Ovviamente per le strutture pubbliche devono provvedere i vari enti, ma per le aree private, a pagare, deve essere il proprietario e qui scatta il vero problema. I privati non vogliono fare le bonifiche a loro spese, anche se il rischio  di ammalarsi è tutto loro, molti invece non sono neppure a conoscenza della  presenza di amianto nella loro abitazione, ancor meno se abitano in condominio. Molti avevano il cemento amianto sui tetti e quello potrebbe essere facilmente individuabile, ma tanti “conservano” l’amianto in luoghi nascosti, invisibili ai non addetti ai lavori. All’interno di vecchi caldaie, scantinati disabitati, tubature. Senza la segnalazione dei privati è impossibile arrivare a tracciare una mappa precisa del problema e far fronte a tutte le problematiche. Segnaliamo a tutti che, anche la Legge di Bilancio 2018, prevede il bonus fiscale per la ristrutturazione, in cui rientrano anche i lavori per la bonifica da amianto. Purtroppo, i casi di malati a causa dell’amianto continuano ad aumentare e il picco si avrà proprio da qui ai prossimi due anni.

 

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